Confederazione Grande Nord Trentino A.A.
#Rinascelasperanza

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Noi stiamo coi lupi..

Se vediamo una persona per strada fuori dalla nostra proprietà, non ci facciamo nemmeno caso. Ma se vediamo qualcuno nel nostro giardino iniziamo ad allarmarci e se qualcuno entra in casa nostra (il nostro “nucleo”) agiamo.

Nulla di strano... è un comportamento normale, non molto diverso da quello dei LUPI.

Il tema è più che mai attuale in provincia di Trento dove si sono susseguite prese di posizione fra gli amministratori politici provinciali e la pubblica opinione. I primi orientati verso interventi "drastici" nei confronti degli esemplari presenti sul territorio, ed i secondi divisi fra coloro che vorrebbero risolvere la presenza dei lupi con gli abbattimenti e chi, al contrario, ne auspicano il mantenimento (seppure monitorato) in loco.

Un argomento in cui si è visto, in questi ultimi giorni, un susseguirsi di soluzioni (con tanto di contrordini) anche da fonti ministeriali.

Interventi questi che, proprio per un ormai frequente "ondeggiamento" dimostrano come un simile tema non possa e non debba passare per interesse politico a scapito di una seria azione di tutela del territorio che comprende tutte le componenti che in esso hanno il proprio habitat (compreso quello dei lupi). 
Ma ciò che ci si chiede, per iniziare l'approccio, è: «Come si spiega la paura del lupo?»

Per dare una risposta a questo primo quesito (come ad altri più specifici sul tema LUPI) facciamo un giretto su quanto ha pubblicato nel suo sito ufficiale proprio la Provincia di Trento con studi affidati ad esperti in questi ultimi anni).

«Noi, come tutti gli altri esseri viventi, siamo figli di una lunga storia evolutiva, che certamente prevede la paura dei carnivori, che sono stati per millenni nemici e competitori dei nostri progenitori. Su questa paura ancestrale, che ci portiamo dentro, si sono innestate nel corso dei secoli leggende, dicerie e favole che dipingono il lupo come un concentrato di malvagità, in parte giustificate dai rari – ma veri – attacchi all’uomo documentati in passato (oltre 150 anni fa!).

Ma oggi le nostre azioni e i nostri pensieri possono e devono trovare ispirazione nella ragione e nella conoscenza, che suggerisce di avere un atteggiamento di prudenza e rispetto nei confronti dei grandi carnivori. Molti filtri culturali hanno distorto la nostra visione del lupo (e dell’orso), talvolta facendolo apparire più simile a noi (con pregi – pochi! – e difetti – tanti! – umani), più spesso dipingendolo come l’incarnazione del male assoluto. Ma chi è davvero il lupo?

Semplicemente un carnivoro selvatico, sul conto del quale la ricerca scientifica ci ha rivelato quanto basta per provare curiosità, ammirazione, ma anche rispetto. Individuare la giusta distanza fra noi e il lupo è complesso: si tratta di imparare a rapportarsi con i selvatici, che vanno rispettati senza cercare di interferire, senza confidenza né timore.

Cosa mangia il lupo?

Il lupo è un predatore generalista e opportunista: il contrario di un animale schizzinoso. Infatti, se le sue prede d’elezione sono gli ungulati selvatici (principalmente cervi, caprioli, daini, camosci, mufloni e cinghiali), non disdegna il bestiame domestico né le carcasse di animali morti.
Pur dovendosi considerare il lupo sempre come un animale selvatico dal quale è dunque opportuno mantenersi a distanza, di norma esso, animale schivo ed elusivo di per sé, non attacca l’uomo, non lo riconosce come possibile preda, bensì come una minaccia da cui allontanarsi velocemente.

Dunque, in caso di incontro con l’uomo, nella maggior parte dei casi si dilegua senza manifestare alcun comportamento di aggressività. Ciò vale sia per lupi solitari che per gli esemplari che fanno parte di un gruppo famigliare/branco.

Ci sono dei sistemi per prevenire gli attacchi al bestiame domestico?

Esistono diversi metodi di prevenzione, che permettono – se non di eliminare totalmente – almeno di limitare i danni al bestiame domestico. Non esiste “il” sistema di prevenzione migliore in assoluto: a seconda del tipo di azienda agricola e delle caratteristiche del pascolo che si vuole proteggere, un metodo può rivelarsi più o meno adatto. In ogni caso, i due sistemi di prevenzione più utilizzati sono l’utilizzo delle recinzioni elettrificate (singole o doppie), per rinchiudere il gregge specialmente di notte, e la difesa dei cani da guardiania. Di sicuro è la combinazione di diverse misure di prevenzione a permettere di ottenere i risultati migliori.»

Ecco... proprio i risultati migliori sono quelli a cui noi teniamo. Quelli che doverosamente tutelino chi si possa trovare a subire danneggiamenti riconducibili a specifici, riconosciuti ed inconfutabili episodi causati da soggetti realmente pericolosi (sicuramente in numero molto limitato con una cura del territorio puntuale e seria).

Ma soprattutto azioni che garantiscano ai lupi presenti un habitat che alla loro natura si confaccia. In nome di quel rispetto che dobbiamo garantire al territorio ed a tutte le sue componenti floro-faunistiche.

Per chi vuole ulteriormente approfondire ecco i contributi scientifici e/o divulgativi, da fonte verificata:

http://www.lifewolfalps.eu/faq/cosa-faccio-e-cosa-non-devo-fare-se-incontro-un-lupo

http://www.lifewolfalps.eu/f-a-q

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